VOLEVO DIVENTARE PAPA' - atto primo - Vigarano Mainarda (FE)

VOLEVO DIVENTARE PAPA' - atto primo - Vigarano Mainarda (FE)

Questo racconto è reale, perciò ho modificato i nomi ed i luoghi per non essere riconosciuto. Mi chiamo Ugo, ho 58 anni e sono un artista deluso ed un informatico sottostimato. Nadira (25 anni) è la giovane badante marocchina di mia zia, con la quale intrattengo una relazione ormai da 18 mesi.
Quando l'ho assunta, la mia vita è cambiata. E non solo perchè si occupava di mia zia al posto mio, ma perchè aveva acceso una luce di speranza nella mia vita monotona e solitaria. Nonostante la marcata differenza di età, ben presto è nata una simpatia reciproca che è sfociata in una relazione sentimentale vera e propria.
Ed il bello è che non lo faceva per interesse (almeno così pensavo allora), anzi! ll nostro rapporto era malvisto da tutti i suoi parenti e dai marocchini che vivevano e lavoravano a Montichiari. Però noi ce ne fregavamo e non nascondevamo di volerci bene.
Lei non voleva rispettare le antiche tradizioni del suo Paese che prevedono un matrimonio combinato dai genitori. Non era infibulata (meno male!), era arrivata in Italia non più vergine e aveva avuto altre brevi storie con italiani. Si era emancipata, era economicamente indipendente e fiera di aver imparato abbastanza bene la nostra lingua.
Come al solito, quando la zia si è addormentata, quella sera ci siamo appartati nella camera di Nadira. Abbiamo fatto sesso orale, prima lei a me, poi io a lei, con reciproca soddisfazione. Dopo esserci coccolati ed aver sgranocchiato delle patatine, lei mi ha massaggiato il pene ed ho avuto un'altra erezione. Così ho strofinato l'uccello duro sul clitoride. Il suo corpo rabbrividiva mentre stimolavo con insistenza il grilletto rosso e sanguigno. Poi l'ho spinto dentro di lei.
Ero teso. Anche se avevamo scopato quasi 200 volte, in quell'occasione volevo dare una svolta al nostro rapporto. Volevo sposarla e diventare papà.
Come al solito, lei è venuta in fretta e, dopo un quarto d'ora di scopata, ho visto i miei maroni contrarsi e sollevare il sacco scrotale: stavo per venire. Allora ho affondato il cazzo finché non ho sentito la cappella sbattere contro la sua cervice.
- Ahiaa, oooh... piano...
Sentivo il mio sperma che saliva e saliva. Ero nella fase di non ritorno, la più bella, quella che precede l'orgasmo.

CONTINUA

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