• Pubblicata il:
  • Autore: #MOIRA88#
  • Categoria: Racconti trav
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UNA TRAV IN TRASFERTA – parte seconda - Catania

Ma non mi sono scoraggiato. Ho camminato avanti e indietro per un'ora imparando a non piegare i piedi o cadere. Alla fine ero soddisfattA, era nata una nuova stella, e si chiamava Moira!
Mi ero così eccitata che, dopo essermi spogliata, ho infilato il mio inseparabile vibratore nel culo e mi sono fatta una bella sega prima di andare a letto.
Il mattino dopo, ho avvisato la reception che ero indispostO e ho richiesto il pranzo in camera. Invece, verso le 15,30, mentre il portiere era impegnato nel check in di quattro clienti cinesi, sono sgattaiolatA fuori nei panni della irresistibile Moira.
Già sul marciapiede ho avvertito lo sguardo ammirato di alcuni ragazzi che si sono girati a guardarmi. Ero gasatissima! Ho preso un taxi e sono arrivata all'indirizzo che la coppia mi aveva indicato. Era una bella casa, arredata con gusto. Marito e moglie mi hanno accolto con estrema cortesia. Avevano circa 40-45 anni. Lui in ottima forma e belloccio. Lei piuttosto trascurata e in sovrappeso. Mi hanno offerto del marsala coi cannoli, ma io ho cercato di evitare il cibo e venire al sodo.
Faceva caldo. Entrambi indossavano un accappatoio bianco e profumato che lasciava intravedere i loro corpi nudi. Dopo alcune chiacchiere e due bicchieri di marsala ciascuno, l'atmosfera era rilassata e, in sottofondo, da un lettore cd uscivano a basso volume dei brani di musica classica. Quando è partito un valzer, lei s'è alzata e mi ha invitato a ballare.
Mentre i nostri corpi oscillavano al ritmo della musica, il mio pene, stretto nelle mutandine stava iniziando a mostrare segni di impazienza sfregando contro la sua panciotta sporgente e morbida. Anche le tettone erano soffici e allettanti. Ero confusa: io volevo essere donna e mi stavo eccitando con una donna.
Suo marito era in piedi davanti al divano e si toccava. All'improvviso, si è tolto l'accappatoio, si è avvicinato e ha fatto lo stesso con quello della moglie, palpandole i grossi e grassi glutei e mordendole le grandi tette pendule.
Lei sventolava il bacino strofinandomi la gonna finchè con le mani l'ha sollevata accarezzandomi le cosce e l'ha slacciata facendola scivolare sul pavimento. Dopo aver ammirato il mio sedere, mi ha sfilato le mutandine afferrandomi il cazzo e facendolo diventare duro. Nel frattempo, ho sentito qualcos'altro di duro appoggiarsi fra le mie chiappe. Era la minchia del marito, eretta e sfacciatamente grossa, che annusava il mio buco del culo.

CONTINUA

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