TRAPPOLA SADOMASO - primo capitolo – Aviano (PN)

Mesi fa ho incontrato un ragazzo alto, bello e misterioso, che lavorava nella base dell'Aeronautica Militare di Aviano (PN). Lo chiamerò Gianni perchè, se scrivessi il suo vero nome, mi strozzererebbe. Ci siamo rivisti una volta, due volte... molte volte. Spesso mi invitava a cena fuori, parlavamo per ore ed ore, ma tutto finiva lì. Visto che lui non faceva passi in avanti, ho pensato che fosse particolarmente timido ed ho preso io l'iniziativa. Gli ho detto chiaramente che mi piaceva e che avrei voluto che il nostro rapporto diventasse più intimo. Gianni ha risposto che anche lui lo voleva, ma che avrei dovuto accettarlo così com'era. Mi chiedevo cosa volesse dire "così come sono", ma non avrei mai immaginato quello che sarebbe accaduto. Una sera mi ha portato a casa sua. Un bell'appartamento nei pressi della Stazione Ferroviaria, finemente arredato, quasi elegante. Ero pronta per una notte "calda", e mi ero vestita di conseguenza. Mi aspettavo abbracci e baci appassionati, invece mi ha condotto subito in camera da letto e mi ha detto di spogliarmi. Ero perplessa, ma ho tolto i vestiti mentre lui mi guardava con occhi strani e mi sono messa sotto le coperte. Lui è andato in bagno e ne è uscito completamente nudo, si è diretto verso l'armadio ed ha estratto una piccola borsa.  All'improvviso, dalla borsa ha tirato fuori un frustino da cavallo ed una pistola. Subito mi ha colpito forte sulle natiche facendomi urlare per il dolore.  - Che cazzo fai? Sei diventato matto? - Taci cagna! Mettiti a quattro zampe sul letto... altrimenti ti sparo! Ero terrorizzata. Piangendo, ho ubbidito e sono salita sul letto proprio come una cagna, a gambe leggermente divaricate e con il culo rivolto verso di lui.  Senza dire nulla, mi ha frustato ancora più forte sul culo. Ho urlato di nuovo e le mie ginocchia si sono chiuse automaticamente per sentire meno male. - Hey cagna, allarga le gambe! Altrimenti... Prima che finisse la frase, sono tornata alla posizione originale, Ci sono stati altri colpi ed altre grida, poi si è fermato per controllare i segni rossi e le vesciche. Ha iniziato a mordermi e baciarmi il sedere, leccandolo fino a spingere la lingua dentro l'ano. Sentivo il buco del culo gonfiarsi e la pelle bruciare come fuoco. Dopo un po', Gianni si è di nuovo bloccato, mi ha aperto le natiche con le mani e c'ha sputato sopra. CONTINUA

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