SCAMBISTA CONTROVOGLIA - 3^ parte - Montecatini Terme

Anche se non lo davo a vedere, durante la cena a buffet, fatta eccezione per il mio compagno Renato, scrutavo e giudicavo gli altri ospiti con molta attenzione. Del resto, si trattava di fare sesso con dei semi-sconosciuti e probabilmente anche loro facevano altrettanto con me.
Tauro aveva una faccia simpatica, era un conversatore interessante e si capiva che era molto istruito, ma il suo fisico faceva decisamente cagare. Sua moglie Polda era graziosa in viso, burrosa come una gattona che fa le fusa, e dotata di due seni enormi e cadenti.
Ciccio era belloccio, palestrato, ma elettrico, troppo elettrico, come uno che si fa di qualcosa. Mentre Pila, pur essendo piuttosto bassa, era proprio una gran figa, bella, tettosa e con un culo da paura. Peccato che la sua bocca fosse in costante movimento e che parlasse con una voce stridula quasi insopportabile.
La prima estrazione ha dato degli accoppiamenti strani:
- Polda con Ciccio
- Pila con Renato
- Ylenia (io) con Tauro.
Abbiamo iniziato a ballare con luci soffuse e una musica new age rilassante scelta da Tauro. In questa prima fase dovevamo "annusarci", spogliandoci l'un l'altro pian piano, anche perchè il riscaldamento era regolato in modo da fare un caldo porco!
Il vecchio che ballava con me era profumato come una troia e sapeva il fatto suo. Si è subito levato pantaloni e boxer, strofinando il suo cazzo moscio (ma grossissimo) e le sue palle mosce (ma grossissime) sul mio ventre. Forse avevo capito perchè il suo nick name era "Tauro". Mi stringeva e, devo ammetterlo, mi eccitava sussurrandomi frasi erotiche all'orecchio, tipo: "Sei una donna meravigliosa, sono sicuro che dal tuo fiore, tra le cosce, sgorga un nettare squisito di cui vorrei ubriacarmi..." oppure: "Non fermarti all'apparenza, l'età insegna uomo maturo i piaceri più sublimi...".
La maggior parte di noi, complice il caldo, si è spogliata volentieri, specialmente quello stronzo di Renato, che affondava senza ritegno le mani e la bocca sul culo e sulle tette della piccola Pila, la cui voce squillava come la sirena di un antifurto. Dopo un po', è arrivato il momento dell'incontro ravvicinato. Noi femmine dovevamo sederci sui tre divani, sporgendoci all'indietro, con le cosce aperte. I maschi dovevano leccare e baciare la nostra fica e il nostro clitoride, appoggiando le gambe su comodi cuscini ombottiti.

CONTINUA

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