LA DISFUNZIONE DEL RETTILE - quinto atto - città Agrigento

LA DISFUNZIONE DEL RETTILE - quinto atto - città Agrigento

Comunque mi ha assecondato. Ha divaricato le gambe e si è messa a disposizione. Con la lingua, ho perlustrato le sue cosce per arrivare fino alla fica, ancora calda per la scopata precedente, bagnata di secrezioni vaginali e, purtroppo, di olio di preservativo.
Problemi? Nooo, ho insistito e mi ci sono buttato sopra, l'ho baciata, leccata, succhiata. Non ero un esperto a andavo un po' qua e un po' là, ma sempre con delicatezza e costanza. Il clitoride mi intimidiva, sembrava una cappellina rossa e gonfia, ma mi sforzavo perchè sapevo che era la zona erogena più sensibile. La sua vagina era bellissima e aveva un buon sapore. Ripeto: me la sarei mangiata volentieri!
Miriam faceva degli scatti, mugolava (verità, finzione?), però si bagnava da morire e questo mi faceva ben sperare.
Dopo 5 minuti è venuta ancora. Io sono risalito e l'ho accarezzata sul seno e sul viso. La toccavo dappertutto, al posto di due mani mi sembrava di avere otto tentacoli, come un polpo. Quando mai avrei potuto farlo ancora, con un corpo così bello e così perfetto? Lei mi lasciava fare, forse le piaceva davvero, ma poi il mestiere ha avuto il sopravvento. Si è trasformata in una gatta, ha cominciato a baciarmi dal petto fino all'ombelico, mentre la mia minchia si è di nuovo rizzata all'istante, pronta e pulsante di desiderio.
Miriam ha proseguito, l'ha presa in mano leccando i coglioni ed il frenulo, e poi tutta l'asta. Mi pareva di impazzire, dopo la mia prima scopata, subito il mio primo sucaminchia con una femmina super-iper-mega-fica!
- E'...è... sublime!
- Subli cheee?
- Sublime, stupendo, meraviglioso... mi sa che... aaah... che tra un po'... comunque ti avviso prima...
- Ma cosa avvisi e avvisi... questo è il mio lavoro...
- No! Mi rifiuto di versare il mio seme nella tua bocca deliziosa. Dopo continua con la mano...
- Sei proprio scemo...
- Ecco... aaah... sto per godere...
Si è staccata e ha continuato a minàrmi con la mano. Quasi subito, ho schizzato un caffè di sperma caldo sul suo collo e sul seno. Io ero in estasi totale. Lei è andata in bagno a pulirsi ed urinare. Sentivo lo scrosciare della pipì nel water e invidiavo il water che riceveva quella pioggia dorata.
Dopo uno spuntino a base di cannoli e Marsala, la mia minchia si è svegliata di nuovo, svettante ed impetuosa. Miriam ha sorriso.
- Meno male che sei impotente, senno' mi toccava di chiamare aiuto...
Mi ha spinto sul letto e si è messa sopra, a cavalcioni, infilandomi un altro preservativo, introducendosi il cazzo da sola e strofinando le tette sulle mia labbra.
Stavolta, finalmente, sono stato resistente. Abbiamo fatto una scopata lunga, tipo film porno. Miriam si abbassava per offrirmi il suo seno, si rialzava, si inarcava leccandosi le labbra, ansimava e gemeva. Era lei a montare me, a rallentare, ad accellerare, a cavalcarmi. In teoria, ha raggiunto due orgasmi o li ha simulati molto bene. Non mi importava, ero fe-li-ce, anche se fossi morto in quell'istante, sarei morto felice.

CONTINUA

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19/07/2017 15:58

alessio

COME si intitola questo film porno che hai visto? Comicita ridicola ! ahahhahhahaa

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