DIVORZIO ALL'ITALIANA – 1^ puntata

Aprii gli occhi quando non era ancora mattina. La luce del lampione filtrava oltre la finestra e d'istinto allungai una mano verso il lato sinistro del letto colpendo qualcosa. Non ricordavo di essere tornata a casa con qualcuno, ma sentii un respiro pesante e scoprii che accanto a me c'era *******, il mio “ex” marito.
In effetti non ricordavo nulla, avevo bevuto troppo alla cena di festeggiamento del nostro divorzio e del definitivo addio. Accesi la abat jours e lui si svegliò. Eravamo vestiti, a dimostrazione che non era successo niente tra di noi. 
- Ti ho svegliato?
Sussurrai con voce rauca. Aveva la barba lunga e la camicia azzurra era sbottonata, lasciando intravedere la pancia gonfia.
- Si, mi hai svegliato...
Rispose, tossendo e guardandomi in modo strano.
Mi si avvicinò, mi prese tra le braccia e mi strinse forte. All'improvviso la mia mano era nei suoi pantaloni. Mi ha costretto a toccarlo. Di certo non mi preoccupavo, l'avevo fatto migliaia e migliaia di volte. Ho afferrato il suo cazzo lentamente e con movimenti leggeri e giocosi. Come al solito, nonostante i 59 anni suonati, la sua erezione fu potente e immediata. Però, invece di farsi fare uno dei miei squisiti pompini, si abbassò e sentii il suo respiro caldo e alcolico mentre baciava le mie labbra e mi sfilava il vestito nero lasciandomi nuda. Mi afferrò la vita e cominciò a mordermi il pube. A quel punto, nonostante la decisione di divorziare, ero eccitata e desideravo che mi scopasse.
- Mettimelo dentro... adesso...
Sorrise rilassato, si spogliò con calma e con una mano afferrò la mia vulva già calda e disponibile. Era tutto molto strano perchè erano mesi e mesi, forse anni che non facevamo sesso. Dopo la menopausa, mi ero bloccata, ero ingrassata e anche ******* era diventato un ciccione. Eppure una sensazione di piacere e un sentimento di rimorso attraversarono il mio corpo e la mia mente. Sentii le sue dita allargare le mie grandi e piccole labbra ed entrarmi dentro lentamente. Iniziò a baciarmi e leccarmi la figa e il clitoride. Lo pregai di evitare i preliminari e penetrarmi in fretta, ma continuò a giocare con i miei genitali.
La sua lingua ruvida cominciò a leccarmi dal buco del culo all'ingresso della figa bagnata mentre io, vedendo il cazzo rigido e svettante, gli chiesi di nuovo di scoparmi subito. Invece la sua lingua implacabile continuò a tormentarmi, fino a farmi raggiungere un primo, violento orgasmo.
Sembrava che lo facesse apposta, come per vendicarsi del divorzio e dimostrarmi che, dopotutto, ero sempre la solita vacca. Allora presi io l'iniziativa, mi arrampicai su di lui e afferrai il suo uccello tra le mani, lo piantai in vagina e lo pompai su e giù con forza. Lui finse di lamentarsi ogni volta che mi sollevavo e mi abbassavo. Le mie mani gli stringevano il collo e una parte di me avrebbe voluto veramente strozzarlo. I miei movimenti stavano diventando più veloci e anche ******** aveva perso il controllo.

CONTINUA

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