Diario di una Mistress 10

Eccomi qua a grande richiesta dai miei sudditi sono tornata...!
Era un mercoledì, noioso, pioveva ed io odio la pioggia... Non volevo stare a casa da sola e decido di chiamare il mio buono e vecchio schiavetto Flavio, un uomo di 38 anni di Roma... ma che abitava da queste parti ormai da un paio d'anni...
Lo chiamo e lui mi risponde dopo nemmeno due squilli, sa che non mi piace aspettare.
"Agli ordini padrona Hai 30 minuti per farti un bidè e portare il tuo cullo da me!
"Arrivo subito padrona!"
Lui lascia tutto, era al lavoro, lavora come manager di una azienda nel settore edilizio estero. Dopo nemmeno 20 minuti sento il campanello suonare.
"Padrona degnami della tua presenza, la scongiuro"
-Sali e vai nel dungeon io ti raggiungerò li.
Arrivo nel dungeon e lo vedo già nudo vicino alla tavola per il masochismo, sapevo cosa volessi ma sinceramente quello che voleva lui non potrebbe fregarmene di meno...!
-Mani sopra la tavola! Subito! Chinati e apri le gambe!
Lui esita... e nell'esitare lo fustigo subito! Prima sulle gambe, all'interno in modo che capisse per bene come doveva tenerle aperte, poi sulle mani, poiché non gli è concesso di usarle!
Lui stringe il gluteo dal dolore e si mette in punta dei piedi... ma con le gambe aperte! Con la frusta lo conduco a chinarsi a 90 gradi.... ma non lo conduco con delicatezza... lo sbatto con il petto contro il tavolo...
Avevo la visuale perfetta e tiro fuori il mio strap-on preferito, lungo 30 centimetri, tutto nero e con un diametro di 5,5cm, comprato nel mio sexy trasgressivo preferito... quando lui si gira con la testa leggermente per guardarmi mentre me lo allacciavo sopra la tuta si becca un'altra frustata, non gli è concesso nemmeno guardami...!
"Padrona se non è molto chiedergli di sputarmi prima di farmi suo le giuro che farei qualsiasi cosa lei me lo ordinassi"
Mi metto a ridere, una risata malefica e diabolica... Mi avvicino al suo orecchio e gli dico: Tu a me non ricatti, farai già qualunque cosa io ti ordini perché sei un essere inferiore e no non ti degno della mia saliva, lo sentirai dentro di te a secco perché sono io a dover godere, tu devi provare soltanto dolore e soffrire come il verme che sei!!!
Torno dietro di lui con la frusta lo sculaccio in modo che aprissi meglio le gambe e si chinassi per bene!
Glie lo metto dentro tutto di un colpo solo, senza alcuna pietà, ero violenta e decisa, lo volevo sfondare e cosi è stato!
Lui urla e si contrae ogni muscolo del suo corpo... lo vedo chiudere i pugni sopra la tavola all'altezza della sua testa... In quel momento sapevo che avrebbe potuto ribellarsi, ero pronta anche a quello, più è difficile manipolarlo più mi piaceva...! Continuo a incularlo e ad ogni penetrazione lui stringe gluteo, pugni, denti....
ma ZITTO! Sapeva che se urlava lo imbavagliavo!
Dopo essermi sfogata su di lui, mi tolto lo strap-on e lui crolla in ginocchio... non si reggeva in piede, adoravo vedere uomini come lui abituati a comandare e essere rispettati, crollare davanti i miei piedi...
Lui era alto 1,85, forte, muscoloso.... era lo schiavo perfetto... uno di quegli che devi usare tanta testa altrimenti ti domina lui...
Ne approfitto di vederlo in ginocchio e gli dico: Ora puoi baciarmi le scarpe, usa solo la bocca e non la lingua altrimenti te la taglio!
Lui inizia a baciarmi ma mi sfida... tira fuori la punta della lingua e mi guarda... ahhhh non doveva farlo...
Con il piede destro lo faccio cadere all'indietro e gli salgo sopra, avevo a portata di mano la pinza... con le mani ovviamente con i guanti prendo fuori la sua lingua e l'aggancio alla pinza... inizio a girargliela e vedevo il terrore nei suoi occhi... aveva paura che glie la strappassi... faccio quasi un giro interro e sorridendo lo guardo dentro i suoi occhi pieni di lacrime e gli dico: Mi sfidi ancora? Lui con gli occhi mi dice di no, non poteva parlare... Gli mollo la pinza e lui mi chiede subito perdono... Lo libero dal mio corpo che lo sovrastava e lo bloccava...
-Ora vestiti e vattene! Per ora ho avuto abbastanza!
Lui abbassa lo sguardo dispiaciuto che fosse durato cosi poco, va a prendere i suoi vestiti, si veste nella stanzina e se ne va...
Sapeva che per quella giornata avevo dato tutto ciò che potevo dare... cioè nulla, perché io mi prendo solo e non do mai!

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