CICCIOTTELLA SUPERSEXY - 1° tempo - Bologna

Sono un erotomane mancato. Ho 59 anni, due figli grandi ed una moglie in menopausa che ormai me la dà col contagocce.
Da più di 30 anni lavoro come impiegato in una fabbrica di mobili e, a pranzo, mangio regolarmente nella mensa aziendale. Negli ultimi mesi, seduto al solito tavolino, coi soliti colleghi, mangiando le solite schifezze, ho notato una una nuova dipendente che, al contrario, le divorava con ingordigia. Vista la mia forzata astinenza sessuale, la osservavo con libidine e fantasticavo su di lei. Poteva avere sui 35 anni, bel viso, 1 e 70, cicciottella, capelli biondi tinti con riscrescita scura, bacino largo, cosce e polpacci grossi. Labbra carnose e due mammellone taglia XXL, quasi sempre nascoste da camicie che mimetizzavano la loro eccitante abbondanza. Mentre mordeva e leccava la carne, o risucchiava le patatine fritte con le labbra, la immaginavo a mordere, leccare e succhiare il mio uccello. Sognavo ad occhi aperti che, una volta tolto il reggipetto, le pesanti tette cadenti avrebbero assunto la forma di pera matura che io adoravo. Facevo anche altri pensieri perversi, tipo lei nuda in ginocchio di fronte a me, che spompinava e massaggiava il cazzo duro fra le sue bellissime mammelle, con il mio seme bianco che schizzava sui capezzoloni a paracadute.
Da quando l'ho vista per la prima volta, ho cambiato tavolino, cercando di sedermi sempre più vicino a lei e, dopo un mesetto, siamo diventati amici. Col tempo, ha cominciato a vestirsi in modo disinvolto, rendendo più visibile il suo meraviglioso seno.
Si chiamava Deborah. Ho saputo che viveva ancora con sua madre (vedova), che andava e veniva in autobus e che era reduce da una lunga storia finita male. Perfetto! Quelle così sono le prede più facili da cuccare!
La sera dopo mi sono appostato all'uscita, l'ho seguita e volontariamente incontrata davanti al supermercato Coop, e le ho chiesto se potevo accompagnarla a casa in macchina.
- Ti ringrazio, con questi sacchetti è un sollievo non andare in autobus almeno per una sera...
Abitava a circa 8 km di distanza, Quando siamo arrivati, ho pensato di provarci, ma non è stato necessario. Deborah si è guardata attorno e, quando non ha visto nessuno nei paraggi, si è girata verso di me e mi è saltata addosso. Per un po' non abbiamo parlato, ma solo limonato con frenesia. Mentre ci baciavamo, i suoi capezzoloni diametro 7 cm ed i suoi seni grossi e morbidi mostravano una sensibilità incredibile. Per avvolgerne uno servivano tutte e due le mani e, quando ho iniziato a toccarli e succhiarli, ha cominciato subito a gemere. Erano secoli che non mi capitava una così focosa. Allora, con una mano ho abbassato i sedili, poi sono arrivato tra le sue cosciotte e ho levato le mutandine, anzi mutandone, incontrando immediatamente il suo clitoride rigido e gonfio.

CONTINUA

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